Presentata a Piacenza la prima sperimentazione per un monitoraggio delle azioni intraprese all’interno della Riserva MAB UNESCO Po Grande, rispetto agli Obiettivi dell’Agenda 2030. 29/05/26
Si tratta di una prima sperimentazione, promossa da Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, in partnership con Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, per individuare indicatori e dati puntuali all’interno di un sistema di monitoraggio che permetta di misurare nel tempo l’efficacia delle azioni della Riserva MAB UNESCO Po Grande, con i suoi 83 Comuni (più ulteriori 19 interessati dal processo di estensione), 8 Province e 3 Regioni attorno all’asta principale del Grande Fiume, i loro impatti sul territorio e la loro coerenza con le strategie di sostenibilità a livello europeo, nazionale e regionale rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda2030 delle Nazioni unite.
Nell’ambito della decima edizione del Festival dello sviluppo sostenibile, presentato questa mattina nell’evento "Un Po di Agenda 2030", nel Salone Gotico del Comune di Piacenza, un lavoro complesso che nell’arco di due anni è partito da un’analisi conoscitiva, attraverso la ricognizione di 85 azioni progettuali all’interno dei territori della riserva di Po Grande, per poi definire un quadro logico di riferimento che collegasse i Target dell’Agenda 2030 alle azioni e impatti sul territorio, approdando infine alla sperimentazione di un sistema monitoraggio per valutare nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese.
Il sistema finale prodotto è articolato su tre livelli di indicatori complementari: più di 150 indicatori di contesto, che descrivono l’evoluzione del territorio attraverso dati ufficiali e le informazioni raccolte a livello comunale attraverso il questionario “Dati in Comune”; 30 indicatori di processo operativo, che rilevano le attività realizzate, come formazione, comunicazione, partecipazione, ricerca e partenariati; e gli indicatori di risultato finale, specifici per ciascuna azione, utili a valutare il raggiungimento delle attività previste. Tutti gli indicatori sono selezionati secondo criteri di rilevanza, misurabilità, comparabilità e replicabilità, così da garantire, nel tempo dati affidabili, aggiornabili e soprattutto utilizzabili anche in altri contesti territoriali: un modello estendibile e replicabile anche in altre Riserve della Biosfera.
Analizzare i dati su diversi livelli territoriali (comunale, provinciale e regionale) è stata e sarà negli anni la chiave per avere una visione integrata e realistica delle tematiche che si vogliono analizzare, dall’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mobilità sostenibile, alle filiere sostenibili, alla conservazione della biodiversità, alla promozione di reti integrate di centri culturali e di educazione ambientale, al ruolo delle nuove generazioni nei processi decisionali.
A tale scopo è stato fondamentale partire dai dati disponibili a livello nazionale e regionale, integrati con quelli a disposizione dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, per poi lavorare insieme alle amministrazioni locali, essenziali per il reperimento di dati puntuali sul territorio.
Proprio queste ultime hanno preso parte ad un percorso di formazione specifico e hanno poi contribuito al processo di raccolta “Dati in Comune” all’interno della sperimentazione in oggetto. Le amministrazioni che hanno partecipato sono state infatti premiate con un attestato di riconoscimento da parte di ASVIS, della Rete dei Comuni Sostenibili e di Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
L’incontro ha voluto riflettere, grazie ai vari livelli istituzionali coinvolti, proprio sulla necessità di individuare strumenti di monitoraggio condivisi ed integrati, dove le Riserve della Biosfera possono giocare un ruolo nel mettere a sistema dati afferenti a diverse amministrazioni che insistono sullo stesso sistema ambientale, come quello appunto del Grande Fiume.
La giornata è stata aperta da Francesco Brianzi e Serena Groppelli, rispettivamente assessore alle Politiche giovanili, università e ricerca e assessora alle Politiche ambientali, partecipazione e identità territoriale del Comune di Piacenza, seguiti dalla presentazione del sistema di monitoraggio della Riserva Po Grande illustrato dal funzionario dell’ADBPO Luciano Macaluso e da Alberto Bolognese e Camilla Sofia Grande di ASviS; “Opportunità e sfide per i Comuni” è stato il tema del dibattito successivo che ha visto protagonisti gli amministratori locali portatori dei rispettivi modelli: Maurizio Gazzarri (direttore Rete Comuni Sostenibili); Andrea Vaccari, vice sindaco di Boretto (Re); Filippo Bongiovanni, sindaco di Casalmaggiore (Cr); e Anna Marchesini, sindaca di Melara (Ro), moderati dal giornalista Andrea Gavazzoli. Subito dopo sono intervenuti: Samuel Partey, Unità Scienza Unesco (Ufficio di Venezia); Diego Martino (MASE); Ludovica Ramella (funzionaria dell’ADBPO, Segreteria tecnica di Po Grande e rappresentante Giovani MAB Italia).
Successivamente la parola è passata ai rappresentanti degli enti regionali: Marco Gallo, Assessore Tutela delle aree protette (foreste, parchi, aree Unesco, Sic e Rete Natura 2000) della Regione Piemonte; e Mauro De Osti, Direttore Strategia Regionale della Biodiversità e dei Parchi della Regione del Veneto.
Le conclusioni e le prospettive strategiche per questo percorso virtuoso di collaborazione fattiva tra istituzioni e realtà territoriali locali sono state tracciate dal Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po Alessandro Delpiano e dal Direttore scientifico di ASviS Enrico Giovannini.
“Con il monitoraggio abbiamo lanciato una nuova strategia per tutti i Comuni della Riserva MAB UNESCO Po Grande per raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi e concreti”, ha sottolineato Alessandro Delpiano, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po.
“Misurare la sostenibilità significa mettere i territori nelle condizioni di comprendere meglio i cambiamenti in corso, valutare l’efficacia delle politiche e orientare decisioni più consapevoli – ha evidenziato Enrico Giovannini, cofondatore e direttore scientifico dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) –. Il modello sviluppato per il Po Grande non è quindi un semplice sistema di raccolta dati, ma uno strumento di governance, capace di trasformare indicatori e informazioni in conoscenza utile all’azione pubblica”.
