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Dieci passi sostenibili per camminare in montagna: un decalogo per tutte e tutti
Il cammino è cura del territorio, attenzione alla sicurezza, relazione con le persone, gesto di cittadinanza attiva. Il documento ripercorre in dieci punti la strada che può portarci a vivere l’ecosistema montano con più consapevolezza. 9/06/26
Un invito a rallentare, rispettare i territori montani e vivere il cammino come esperienza di relazione, cura e responsabilità. È questo il cuore del documento “Dieci passi sostenibili per camminare in montagna”, promosso da Agesci e CSVnet, con il patrocinio dell’ASviS e del Cai, e scritto a partire dall’esperienza realizzata insieme col progetto “Ritmo dei passi” iniziato nel 2024 e che dal prossimo 13 giugno vedrà l’avvio della terza edizione in Lombardia www.ritmodeipassi.it .
Il decalogo richiama l’attenzione sulla fragilità degli ecosistemi montani, oggi messi sotto pressione sia dagli effetti della crisi climatica sia dal crescente sovraffollamento turistico. Per questo il documento propone una “nuova alleanza tra l’essere umano e la montagna”, promuovendo la corresponsabilità di “trasmette l’amore dei territori montani alle giovani generazioni”.
I dieci punti affrontano diversi aspetti del rapporto tra persone e territori. Tra le indicazioni: osservare con attenzione la natura e i segnali del cambiamento climatico, limitare l’impatto ambientale degli spostamenti, utilizzare alimenti, prodotti e servizi locali, evitare il sovraffollamento dei percorsi più battuti e scegliere forme di turismo lento e consapevole.
Ampio spazio è dedicato anche alla sicurezza e alla dimensione sociale del cammino. Il decalogo invita a prepararsi adeguatamente alle escursioni, rispettando i propri limiti fisici e privilegiando un approccio non competitivo alla montagna. Camminare viene descritto come occasione per costruire relazioni autentiche, favorire inclusione e accessibilità e valorizzare le comunità locali, contrastando spopolamento e marginalizzazione dei territori montani.
Il documento sottolinea inoltre il valore educativo e civico del cammino, soprattutto per le giovani generazioni. “Camminare insieme è anche praticare il volontariato”, affermano i promotori, evidenziando come la cura dei sentieri, dei rifugi e dei beni comuni possa rafforzare la partecipazione e la solidarietà.
Nell’ultimo punto, il decalogo richiama infine il ruolo delle montagne come luoghi di incontro tra popoli e culture, dove il cammino può diventare esperienza concreta di dialogo, pace e sviluppo sostenibile.
Il documento si può scaricare qui
