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Non solo limite fisico, anche visivo, uditivo, intellettivo e alimentare. Lo studio esamina ogni dimensione della disabilità, evidenziando la necessità di un modello senza barriere informative e basato su standard verificati. 14/05/26
Il sistema italiano soffre ancora di un profondo malinteso: considerare l'accessibilità esclusivamente come una questione di barriere architettoniche e conformità normativa minima. È quanto emerge dal Quaderno ASviS Guida al turismo accessibile, a firma di Marta Grelli e pubblicato il 14 maggio al Salone del Libro nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Il documento, oltre a presentare diversi casi studio con esigenze degli ospiti e lista di interventi da apportare, sottolinea sette punti fondamentali.
- Dal limite fisico al design universale: le cinque dimensioni
L'accessibilità non coincide solo con la sedia a ruote. Essa deve essere intesa come un sistema a cinque dimensioni: fisica, visiva, uditiva, intellettiva/del neurosviluppo e alimentare. Trattare il problema in modo binario (presenza/assenza di rampa) è dannoso perché ignora le esigenze di chi vive disabilità sensoriali o cognitive, oggi spesso escluse dalla progettazione turistica. Un approccio integrato è l'unico modo per non risolvere solo un quinto del problema.
- Un mercato potenziale da 133 milioni di turiste e turisti
I dati Oms e Unwto parlano chiaro: 1,3 miliardi di persone nel mondo convivono con una disabilità significativa. In Europa, si stimano 133 milioni di turiste e turisti con esigenze di accessibilità, per un giro d'affari diretto di oltre 80 miliardi di euro. In Italia, includendo la Silver Economy (anziani con limitazioni funzionali), le famiglie con bambini piccoli e le persone con allergie o celiachia, arriviamo a interessare una persona su cinque. L'Italia è la destinazione più desiderata, ma rischia di sprecare questa opportunità se non adegua l'offerta.
- Superare le barriere informative
Talvolta la barriera principale non è il gradino, ma l'incertezza. La mancanza di informazioni precise e affidabili impedisce la pianificazione del viaggio. Per un viaggiatore o una viaggiatrice con disabilità, la ricerca di informazioni richiede un consumo di energie e tempo sproporzionato, che spesso porta alla rinuncia. L'accessibilità delle informazioni è, dunque, il presupposto indispensabile affinché il viaggio possa anche solo iniziare.
- Fine dell'autocertificazione: verso lo standard verificato
Il sistema attuale, basato su autocertificazioni approssimative, genera sfiducia. Le dichiarazioni errate, seppur in buona fede, producono delusioni concrete. La soluzione risiede nello standard minimo della scheda di accessibilità verificata da terze parti competenti. Solo dati oggettivi (misure in centimetri, protocolli allergeni certificati) possono garantire la credibilità necessaria al mercato.
- Aggiornamento normativo e l'impatto dell'EAA 2025
Il quadro normativo italiano copre quasi solo la dimensione fisica, è datato rispetto all'evoluzione degli ausili e degli standard internazionali e ha un sistema sanzionatorio che non rende il costo dell'inottemperanza abbastanza alto da cambiare i comportamenti. Positivo il recepimento dell'European Accessibility Act (EAA), che dal giugno 2025 impone obblighi di accessibilità digitale alle imprese private.
- Il ciclo "Monitora, Migliora, Dichiara"
Senza dati, l'accessibilità rimane un'intenzione e non un processo. È necessario adottare un metodo sistemico di misurazione continua, come quello proposto da startup innovative come Travelin, che utilizzi i dati per supportare le imprese nel miglioramento progressivo. Misurare il profilo reale su tutte e cinque le dimensioni permette di pianificare investimenti mirati e scalabili, superando la logica dei piccoli "progetti locali" che muoiono al termine dei finanziamenti.
- Fiducia come motore di fidelizzazione economica
Investire in accessibilità genera un ritorno economico superiore alla media: i viaggiatori e le viaggiatrici con esigenze specifiche spendono tra il 10% e il 30% in più per coprire costi di servizi adattati e tendono a viaggiare in bassa stagione, favorendo la destagionalizzazione. Soprattutto, chi trova una struttura affidabile diventa un cliente altamente fidelizzato, innescando un passaparola potente nelle community di riferimento.
