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SALUTE E BENESSERE

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

In Italia, gli infermieri sono 5,49 per mille abitanti, contro un valore medio del 9,42 per mille di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna. Inoltre, si registra un incremento delle patologie dell’area psichiatrica e psicologica, tra le criticità accentuate dalla pandemia in Italia, che è nell’ordine del 25-30%. 

 

Vnr, Persone: tutelato il potenziale umano, ma si arretra su salute e benessere

Il 18,6% della popolazione italiana a rischio di povertà, Italia tra i Paesi Ue con i più alti livelli di disuguaglianza dei redditi, otto morti al giorno sulle strade. Il punto della Voluntary national review italiana su “Persone”. 31/07/26

venerdì 31 luglio 2026
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“Garantire le condizioni per lo sviluppo del potenziale umano" evidenzia un andamento complessivamente positivo, mentre "Promuovere la salute e il benessere" registra un andamento complessivamente negativo.

Così si esprime la Voluntary national local youth review (Vnr) italiana, il documento presentato il 13 luglio all’High-level political forum che illustra i progressi compiuti nell’attuazione dell’Agenda 2030 a livello nazionale e le sfide da affrontare.

In questo articolo vi parleremo di una delle cinque “P” dell’Agenda 2030, quella dedicata alle Persone.

I dati

Nel 2025, il 18,6% della popolazione italiana era a rischio di povertà (Goal 1) e il 10,2% della popolazione occupata era a rischio di povertà, una quota superiore alla media dell'Ue-27 (8,2%). Mentre nel 2023 il 20% della popolazione con i redditi più elevati percepiva un reddito pari a 5,5 volte quello del 20% più povero: l'Italia si confermava così tra i Paesi dell'Unione europea con i più alti livelli di disuguaglianza dei redditi (Goal 10).

Relativamente al Goal 2 “Sconfiggere la fame”, nel 2024 l'1,3% della popolazione italiana si trovava in una condizione di insicurezza alimentare. Preoccupante il tasso di mortalità per incidenti stradali (Goal 3): 4,9 ogni 100mila residenti (circa 8 vittime al giorno).

Sul piano dell’istruzione (Goal 4), si segnala che In Italia, nell’anno scolastico 2024/25, la quota di alunni e alunne che non ha raggiunto il livello di competenza di base in italiano è pari al 33,7% nella classe seconda della scuola primaria: si tratta di un ulteriore aumento rispetto agli anni precedenti. In seconda e in quinta, la quota di alunni e alunne che non raggiunge il livello di competenza di base in matematica (rispettivamente 33% e 33,6%) resta distante dai valori pre-pandemici. Infine, nel 2024, l’85,3% delle donne (Goal 5) vittime di omicidio è stata uccisa da partner, ex partner o altri familiari, una quota estremamente elevata.

La Youth voluntary review

La Youth voluntary review (Yvr) rappresenta una delle principali novità della revisione volontaria italiana del 2026: per la prima volta l’Italia integra infatti un rapporto dedicato alle giovani generazioni, con l’obiettivo di raccogliere il loro punto di vista sull’attuazione dell’Agenda 2030 e sulla costruzione delle politiche per lo sviluppo sostenibile. Il percorso ha coinvolto bambine, bambini e giovani tra i 6 e i 35 anni, attraverso un processo strutturato di ascolto e partecipazione.

La Yvr si fonda sull’idea che i giovani e le giovani non siano soltanto destinatari delle politiche future, ma protagonisti del cambiamento nel presente, e che la prospettiva intergenerazionale debba entrare stabilmente nei processi decisionali.

Dalla consultazione emergono alcune priorità:

  • La crisi climatica resta una delle principali preoccupazioni delle nuove generazioni. I giovani e le giovani mostrano un’elevata sensibilità ambientale, ma cresce anche la percezione che i comportamenti individuali, da soli, non siano sufficienti a produrre trasformazioni profonde: servono interventi collettivi e politiche più incisive.
  • People (Persone) è la dimensione più citata da tutte le fasce d’età: il tema prevalente riguarda il benessere psicologico e relazionale. Il 30,5% degli e delle adolescenti indica il supporto psicologico tra i bisogni prioritari, segnalando l’importanza di rafforzare servizi e strumenti di prevenzione e cura. Rilevante il crollo della facilità nelle relazioni sociali tra i giovani di 14-18 anni (25,3%).
  • La scuola appare sempre meno collegata alla percezione del futuro con il crescere dell’età. Se il 92% dei bambini tra 6 e 10 anni considera la scuola utile per il proprio futuro, questa percentuale scende al 43,1% tra gli 11 e i 13 anni e al 13,1% tra i 14 e i 18 anni, evidenziando una distanza crescente tra sistema educativo e aspettative delle nuove generazioni.

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
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