C’è un gap di 4mila miliardi l’anno per finanziare l’Agenda 2030
Il Financing for sustainable development report 2026 evidenzia un peggioramento delle condizioni finanziarie globali: debito ai massimi da 20 anni, aiuti in calo fino al 23% e investimenti esteri in diminuzione dell’11%. 20/04/26
Il sistema globale di finanziamento dello sviluppo sostenibile sta attraversando una fase di deterioramento, in cui progressi costruiti negli ultimi decenni risultano oggi rallentati o, in alcuni casi, invertiti. A dichiararlo è il Financing for Sustainable Development Report 2026 delle Nazioni Unite, secondo cui a pesare sono la crescente frammentazione economica, l’aumento delle tensioni geopolitiche e l’indebolimento della cooperazione internazionale. In questo contesto, il rapporto quantifica in oltre 4mila miliardi di dollari annui il divario di finanziamento necessario per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il Rapporto, il primo dopo l’adozione del Patto di Siviglia, il quadro globale adottato nel 2025 dalle Nazioni Unite per rafforzare il finanziamento dello sviluppo sostenibile, evidenzia come questo gap rappresenti oggi uno degli ostacoli principali al conseguimento dell’Agenda 2030.

Fig.1 Sintesi delle azioni intraprese nell'ambito del Sevilla Commitment
Pressioni finanziarie e calo degli aiuti nei Paesi in via di sviluppo
Il divario di finanziamento si inserisce in un contesto di crescente pressione sui bilanci dei Paesi in via di sviluppo. Il Rapporto evidenzia che il servizio del debito ha raggiunto i livelli più elevati degli ultimi 20 anni, limitando la capacità di sostenere investimenti in settori essenziali come sanità, istruzione e infrastrutture. A questo si aggiunge una significativa riduzione degli aiuti pubblici allo sviluppo. Dopo un calo del 6% nel 2024, le risorse hanno registrato un’ulteriore contrazione nel 2025, fino al 23%, con effetti particolarmente rilevanti per i Paesi meno sviluppati, dove tali flussi rappresentano una componente importante delle entrate pubbliche. In parallelo, l’elevato costo del capitale e la limitata capacità di mobilitare risorse interne contribuiscono a restringere ulteriormente lo spazio fiscale, aggravando le difficoltà nel finanziare politiche e investimenti necessari per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Fig.2 Evoluzione del debito pubblico
Investimenti in calo e aumento delle barriere commerciali
Il Report evidenzia anche una riduzione degli investimenti internazionali. Gli investimenti diretti esteri sono diminuiti dell’11% nel 2024, confermando una tendenza negativa già osservata negli anni precedenti. Questo calo incide in modo diretto sulle prospettive di sviluppo, in particolare per i Paesi che dipendono da capitali esterni per finanziare infrastrutture e crescita economica. Sul fronte commerciale, l’aumento delle tensioni geopolitiche ha portato a un incremento significativo dei dazi, con effetti più marcati per i Paesi meno sviluppati. La crescente frammentazione dell’economia globale sta modificando i flussi di commercio e investimento, riducendo la prevedibilità del sistema e aumentando i costi di accesso ai mercati internazionali. Queste dinamiche contribuiscono ad ampliare il divario di finanziamento, rendendo più difficile mobilitare le risorse necessarie per gli SDGs.
Segnali positivi ma insufficienti a colmare il gap
Nonostante il quadro negativo, il Rapporto individua alcuni segnali di resilienza. In particolare, gli investimenti nelle energie rinnovabili hanno raggiunto un livello record, pari a 2.200 miliardi di dollari nel 2024, superando di gran lunga quelli nei combustibili fossili. Anche il commercio tra Paesi in via di sviluppo ha registrato una crescita significativa negli ultimi 20 anni, contribuendo a rafforzare alcune dinamiche di cooperazione economica. Tuttavia, questi elementi non risultano sufficienti a compensare le criticità strutturali che alimentano il divario di finanziamento.
Il ruolo del Patto di Siviglia e della cooperazione internazionale
L’attuazione del Patto rappresenta una leva fondamentale per affrontare il gap di 4mila miliardi. Tuttavia, la sua implementazione risulta più complessa in un contesto internazionale caratterizzato da divisioni geopolitiche e minore cooperazione. In questo scenario, le Nazioni Unite indicano la necessità di rafforzare il multilateralismo e adottare un approccio multilivello, che integri politiche nazionali e sostegno internazionale. Le oltre 130 iniziative avviate nell’ambito della “Sevilla Platform for Action” sono individuate come strumenti operativi per accelerare l’attuazione degli impegni. Il Rapporto conclude che, senza un rafforzamento della cooperazione globale e un incremento delle risorse mobilitate, il divario di finanziamento rischia di compromettere in modo significativo il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030.
