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RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE

Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni

Pandemia e inflazione acuiscono le disparità all’interno del Paese: dal 2019 al 2021 è peggiorato l’indice di disuguaglianza del reddito disponibile e permangono elevate differenze territoriali e di genere. Anche nel resto del mondo si amplia il divario tra ricchi e poveri: il 10% di popolazione più abbiente possiede il 76% della ricchezza globale.

Con ArteMIA l’arte diventa mezzo per l’inclusione e l’accessibilità

del sottogruppo "Educazione degli adulti e apprendimento permanente" del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 4

Un viaggio alla scoperta dell'accessibilità del patrimonio culturale, realizzato attraverso laboratori di Museoterapia (uso di fotografia e rielaborazione/immersione digitale).

27 febbraio 2026

 

Organizzazione Aderente: Crhack Lab Foligno 4D

Titolo del progetto/iniziativa: ArteMIA-l’Arte come Mezzo per l’Inclusione e l’Accessibilità

Target di riferimento: persone con disabilità

Stato dell’iniziativa: ricorrente

Periodo di riferimento: dal 2022 ad oggi

Testimonianza

"Perché è bello. Ci siamo sentiti al centro, importanti. È stato emozionante, divertente e utile. Abbiamo conosciuto posti nuovi e ci siamo messi in gioco. Abbiamo spiegato alla gente la cultura e quello che avevamo creato, sentendoci capaci di dare qualcosa agli altri. Abbiamo acquisito cultura e ci siamo sentiti realizzati. Ci siamo sentiti ascoltati, davvero importanti. Abbiamo scritto e letto cose belle e importanti. E soprattutto siamo stati tutti insieme".

Cosa ha significato per voi il percorso ArteMIA? Questa domanda posta alle e ai partecipanti ha generato una testimonianza collettiva, costruita mettendo insieme frasi e impressioni condivise da più partecipanti, che restituisce bene il senso di sentirsi protagonisti. Una dichiarazione di gruppo che mostra un cambiamento concreto: non solo apprendere contenuti, ma riconoscersi competenti, visibili e ascoltati. La formazione viene percepita come uno spazio che dà valore alle persone e alle loro idee, rafforza la fiducia e trasforma l’esperienza in partecipazione attiva, fino a sentirsi parte di una comunità e capaci di contribuire con la propria voce.

Descrizione dell'esperienza

ArteMIA è un viaggio alla scoperta dell'accessibilità del patrimonio culturale, incentrato sulle opere d'arte conservate in alcuni musei della Regione Umbria (Italia). Il progetto è realizzato attraverso laboratori di Museoterapia (con l'utilizzo della fotografia e della rielaborazione/immersione digitale) e mira a fornire strumenti tangibili (co-creati dai beneficiari stessi) che rendano il museo più accessibile alle persone con disabilità cognitive. L'obiettivo di ArteMIA è promuovere l'accessibilità del patrimonio culturale e coinvolgere le persone con disabilità cognitive in un processo di narrazione creativa finalizzato alla riappropriazione degli spazi, alle emozioni e alla partecipazione attiva alla sfera culturale.

ArteMIA risponde a una sfida centrale: ridurre le disuguaglianze di accesso alla cultura, ai linguaggi espressivi e alla partecipazione sociale, contrastando:

  • la povertà di strumenti critici per interpretare le trasformazioni (digitali, sociali, culturali);
  • le barriere all’inclusione (fisiche, sensoriali, cognitive, economiche e simboliche);
  • la marginalizzazione che limita la partecipazione alla vita comunitaria e ai processi decisionali.

In questo senso, il patrimonio culturale viene considerato infrastruttura sociale: un mezzo per costruire fiducia, appartenenza, autonomia e accessibilità.

Il progetto rafforza queste capacità attraverso un approccio laboratoriale e partecipativo:

  • pensiero critico: i partecipanti sono guidati a osservare, fare domande, confrontare punti di vista e “dare senso” alle esperienze (interpretazione di opere, narrazioni personali, lettura di contesti e bisogni);
  • adattamento e resilienza: la sperimentazione artistica aiuta a sviluppare tolleranza alla frustrazione e capacità di riorganizzare strategie;
  • cooperazione: molte attività sono strutturate in piccoli gruppi con ruoli complementari (ideazione, produzione, cura dei materiali, documentazione), favorendo ascolto, negoziazione e responsabilità condivisa;
  • accessibilità come cultura comune: l’attenzione a linguaggi e strumenti inclusivi (multisensoriali, facilitati, digitali/analogici) educa a progettare insieme pensando a tutte e tutti.

ArteMIA contribuisce allo sviluppo sostenibile perché lavora su competenze trasversali che rendono le comunità più eque e capaci di affrontare le transizioni:

  • consapevolezza delle interdipendenze (persona–ambiente–comunità);
  • cura degli spazi e dei legami come risorsa collettiva;
  • responsabilità e inclusione nelle pratiche quotidiane (accessibilità come criterio di qualità);
  • creatività orientata alla soluzione di problemi reali (adattamenti, comunicazione facilitata, co-progettazione di prodotti/percorsi fruibili).

Le attività rendono concreto il principio che la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche sociale e culturale: una comunità è sostenibile se non lascia indietro nessuno.

ArteMIA agisce in modo integrato sulle tre dimensioni indicate dal framework Unesco:

  • Cognitiva (sapere): acquisizione di conoscenze su inclusione, accessibilità, linguaggi artistici, comunicazione e strumenti (anche digitali) per esprimersi e comprendere il contesto.
  • Socio-emotiva (sentire): aumento di autostima, senso di autoefficacia, motivazione e appartenenza; sviluppo di empatia e riconoscimento dell’altro; riduzione di ansia sociale grazie a spazi protetti di sperimentazione.
  • Comportamentale (agire): traduzione delle consapevolezze in azioni: partecipazione attiva, assunzione di ruoli, iniziativa personale, cura dei processi di gruppo, maggiore disponibilità a intervenire nella comunità (anche proponendo idee e soluzioni).

Tra le ricadute osservabili e attese vi sono:

  • maggiore capacità di prendere parola e rappresentare bisogni e desideri;
  • incremento della partecipazione a momenti pubblici (mostre, eventi, restituzioni, presentazioni), con un ruolo non solo “fruitivo” ma propositivo;
  • sviluppo di competenze di dialogo e scelta: i partecipanti decidono temi, forme espressive, modalità di fruizione/accesso e criteri di presentazione;
  • rafforzamento del senso di cittadinanza culturale, intesa come diritto di contribuire alla vita culturale e alla definizione di spazi e servizi più inclusivi.

Collaborazioni con altre organizzazioni/enti/istituzioni

ArteMIA si fonda su una logica di rete: la dimensione inclusiva e accessibile richiede alleanze educative e territoriali. L’iniziativa è realizzata (o può essere realizzata) in collaborazione con:

  • scuole e servizi educativi, per l’aggancio di giovani e famiglie;
  • servizi sociali e sociosanitari, per intercettare fragilità e bisogni specifici;
  • associazioni del Terzo settore e realtà culturali, per ampliare la partecipazione e le occasioni di restituzione pubblica;
  • enti locali e spazi civici, per consolidare la sostenibilità dell’esperienza e favorire continuità e impatto sul territorio.

 

di Giorgia Marchionni e Maria Giovanna Vedovati

 

   SCOPRI TUTTE LE TESTIMONIANZE DELL'INIZIATIVA "EDUCAZIONE DEGLI ADULTI"   

 

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

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